Caratteristiche, nascita ed evoluzione del pastore tedesco

pastore tedesco

Per imparare a conoscere il cane da pastore tedesco occorre andare per gradi incominciando a leggere il suo standard (F.C.I./ Standard Tedesco n° 166/ Fassung 23.03.91/D),  i cui termini furono fissati in Germania, nell’ultima stesura del 1991, dopo varie modifiche operate nel corso di tutto il 1900. In esso sono indicate le principali caratteristiche con i relativi parametri morfologici e caratteriali. C’è da dire comunque che la tipologia del cane da pastore tedesco è suscettibile alle tendenze che ogni anno sono evidenziate in ogni edizione di “Bundessiegerzuchtschau”, cioè la più importante esposizione tedesca per l’allevamento. I soggetti  iscritti sono quanto di meglio la produzione del cane da pastore tedesco possa esprimere in assoluto ed i soggetti eletti campioni costituiscono il trend annuale della razza a livello mondiale. La selezione nella razza avviene continuamente, basti pensare quale fosse il tipo del cane da pastore tedesco negli anni 60’/70′ confrontandolo già con quello che era divenuto negli anni ottanta. Lo standard della razza quindi fissa dei canoni metrici rigorosi, che tuttavia sono destinati ad essere aggiornati nel tempo, in conseguenza alla continua selezione con i relativi cambiamenti estetico funzionali dettati proprio dalle tendenze che come detto, via via si propongono annualmente. Una costante assoluta tuttavia è rappresentata dal carattere: il cane da pastore tedesco deve possedere uno carattere forte e deciso ed a seconda dei casi deve essere anche docile e mansueto, quindi preservare uno stato psichico – nervoso stabile, in quanto cane da utilità (accompagnamento ai non vedenti, impiego nel salvataggio, nelle forze dell’ordine ecc.) e/o cane destinato a vivere una vita in famiglia a contatto con le persone e con i bambini.

Nascita ed evoluzione della razza

La prima associazione costituita per la razza del cane da pastore tedesco, la S.V. (Schäferhunde Verein) fu fondata in Germania nel lontano 1899. In occasione della prima riunione dei soci S.V. in accordo con un’altra associazione, la V.D.H (Verband für das Deutsche Hundewesen), fu stilato il primo standard del cane da pastore tedesco (1° paragrafo dello standard:  cenni storici ). In pratica vennero stabiliti i caratteri essenziali della razza che accomunavano i biotipi canini già presenti nel territorio germanico, usati per la conduzione e la guardia del gregge. La bibliografia del settore cita nel capitano di cavalleria Max von Stephanitz, oltre che primo presidente della S.V. (Schäferhund Verein), anche il fondatore storico (con la collaborazione di A. Mayer, della VHS) di questa sintesi genetica che portò, come visto, ad elevare a dignità di razza vera e propria, quella del cane da pastore tedesco. La morfologia della razza durante tutto il secolo ha subito dei cambiamenti notevoli. Inizialmente, come si evince dai primi esemplari iscritti al registro S.V.  il cane da pastore tedesco presentava arti con ossatura lunga ed angoli dritti, muscolatura lunga e la linea superiore con inclinazione più prossima all’asse orizzontale. Questa caratteristica morfologica ha dettato legge per decenni, ma la svolta vera e propria si è avuta dagli anni settanta in poi. I soggetti divengono più raccolti, le proporzioni corporee si affinano, le articolazioni del posteriore e di conseguenza la linea superiore assumono un’inclinazione maggiore, infine, il movimento acquisisce maggiore armonia e scioltezza. Oggi il tipo di cane da pastore tedesco con l’attuale fisionomia – se paragonato al primo Sieger del 1899  – Jorg von der Kröne”-  rappresenta e costituisce a tutti gli effetti, il fenomenale prodotto di una oculata evoluzione razziale. L’estetica corporea è stata accresciuta senza sminuire le funzionalità motorie proprie dell’animale, dove anzi entrambi gli aspetti sono stati rispettati e ben bilanciati.

Le esposizioni: banchi di prova della razza

In generale, l’esposizioni canine organizzate dalle rispettive associazioni nazionali per il cane da pastore tedesco, che si svolgono nei vari paesi d’Europa (per gli U.S.A. ed altri paesi extra-europei occorre operare dei distinguo) ed in particolare in Germania, la “Bundessiegerzuchtschau” – costituiscono il banco di prova della costante ed inarrestabile selezione indicata dai giudici selezionatori ed operata dagli allevatori (sempre in osservanza del vigente standard della razza), nelle quali i  risultati più apprezzabili vengono premiati. Il giudizio che il soggetto canino ottiene in queste manifestazioni cinofile è una somma di valutazioni che scaturisce da una serie di esami o prove che insieme determinano un punteggio finale. In sintesi quindi il giudizio si articola in diversi momenti.

I controlli che preludono al giudizio

Essi riguardano i difetti di esclusione (come da standard). Il giudice di gara, con gli assistenti di campo, effettuano sul soggetto canino tutta una serie di controlli atti a stabilirne la perfetta attitudine fisica. Ad escludere la displasia delle anche viene esibito il certificato con la  “A”.

Seguono, il controllo dei testicoli (ad escludere casi di monorchidismo o criptorchidismo), della dentizione (perché non vi siano difetti dei denti) e la verifica del tatuaggio nell’orecchio destro che riporta un codice alfanumerico dell’allevamento d’origine, il quale deve coincidere con quello presente sul pedigree, dove sono contenuti i dati anagrafici del soggetto. Dopo avere espletato tutta questa serie di controlli, che riguardano l’aspetto del soggetto, si passa all’esame del formato.

Il formato

Il giudizio fa riferimento a determinati aspetti morfologici del soggetto. Esso ha inizio con la misurazione della taglia (formato), la descrizione dell’aspetto generale (tipo), con le caratteristiche intrinseche come la sostanza, pigmento, robustezza, solidità della struttura, espressione.

La costruzione

Segue l’esame della struttura corporea con la descrizione delle proporzioni corporee (lunghezza x altezza x lunghezza), delle rispettive proporzioni  diametriche (diametri del torace e degli appiombi), con i profili assiali (lunghezza del tronco, altezza del garrese) e convessilineo (vedi linea superiore). Si osservano le angolazioni delle articolazioni principali  e rispettivi angoli degli arti.

Il movimento

Nella prova di movimento sono esaminate le differenti andature (passo, medio, trotto) dove sono osservate e valutate le azioni muscolo scheletriche che generano il movimento: l’efficacia della spinta posteriore, la trasmissione d’impulso attraverso il dorso, l’allungo.

Il carattere

La prova del carattere è fondamentale e determinante per l’esito finale del giudizio. Un cane con un carattere fragile, seppur bellissimo morfologicamente, non può ambire a posizioni di prestigio, nè ad avere una carriera di riproduttore. Questa prova è costituita in varie fasi: impassibilità allo sparo e la prova di attacco con il figurante: da fermo e lanciato. Esibizione quest’ultima, che costituisce uno dei momenti più spettacolari dell’esposizione canina.

Considerazioni

Si può concludere dicendo che un giudizio è una somma di valutazioni psichico attitudinali e per quanto riguarda la morfologia del soggetto, ogni singola parte anatomica presa ad esame deve necessariamente rispondere a dei parametri specifici.