Dogue de Bordeaux – Origini e caratteristiche di questo mastino

La parola “dogue” significa mastino e questo animale è un probabile discendente degli alani. Ha fatto la sua comparsa nel XIV secolo in Francia dove i primi e pochi esemplari erano impiegati per cacciare la grossa selvaggina, per i combattimenti e per la guardia di case e bestiame. Solo nel 1863 alcuni esemplari figurarono in una esposizione canina con il nome conosciuto oggi di Dogue de Bordeaux. In quell’epoca esistevano diversi tipi di dogue: il tipo tolosiano, il tipo bordolese e il tipo parigino. Questa razza rischiò l’estinzione durante le due guerre mondiali e conobbe una ripresa di popolarità solo durante gli anni ’60. Il primo standard fu definito nel 1896, ma le caratteristiche del dogue andarono incontro a numerose modificazioni, tanto che nel tempo furono definiti quattro standard diversi, l’ultimo nel 1993.

Caratteristiche del Dogue de Bordeaux

E’ un molosso di taglia medio-grande, può raggiungere un’altezza di quasi 70 centimetri per un peso medio di 50 chilogrammi. La testa è voluminosa, di forma trapezoidale ed è solcata da una serie di rughe simmetriche rispetto all’asse mediano che si modificano in base all’attenzione che il cane concentra su ciò che gli accade intorno. Le orecchie sono piccole e ricadenti: gli occhi sono ovali e distanziati. Il muso può presentare una maschera nera, marrone oppure esserne privo. Il tartufo, piuttosto largo, deve essere del medesimo colore della maschera oppure rosa se la maschera è assente. Il collo è forte e muscoloso, così come gli arti che possiedono un’ossatura forte. La coda è molto larga alla radice ed è portata bassa quando il cane è a riposo. Quando il cane entra in azione la coda viene sollevata, ma senza mai incurvarsi sul dorso o arrotolarsi.

Pelo

Il pelo è fine, corto e morbido. Il colore deve essere il più possibile uniforme, in tutte le tonalità del fulvo. Sono ammesse solo delle piccole macchie bianche su petto e zampe.

Carattere del Dogue de Bordeaux

Un tempo era particolarmente temuto perché si diceva che quando la sua collera superava una certa soglia era impossibile calmarlo. Con la selezione si sono ottenuti esemplari molto più equilibrati e oggi il Dogue de Bordeaux è impiegato con successo come cane da guardia grazie al suo coraggio e al tempo stesso, avendo perduto l’antica aggressività, è anche un ottimo cane da compagnia, molto affettuoso con i suoi padroni.

 

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