i cuccioli nascono da genitori scelti a casaccio, senza criteri selettivi, perchè i test per verificare
la presenza di tare genetiche costano cari. Quindi non si fanno. Nessuno controlla le patologie oculari,
la displasia dell’anca e del gomito, le malattie cardiache ereditarie. Se i genitori sono affetti
non vengono mai esclusi dalla riproduzione (come avviene in un buon allevamento), ma usati (anzi, sfruttati)
a più non posso. E i cuccioli ereditano queste malattie;
le fattrici sfornano una cucciolata dopo l’altra, ogni sei mesi, senza alcun tempo di ripresa: non sono
accudite amorevolmente dopo il parto, ma messe lì in attesa del prossimo calore, come in una catena di montaggio.
Ovviamente questo debilita immensamente le cagne, e da madri debilitate possono nascere solo cuccioli deboli;
per le madri si usa cibo a sua volta a basso costo, e quindi di bassa qualità, che debilita ancora di più
le cagne. I cuccioli vengono a malapena svezzati – sempre con cibo di bassa qualità – e poi impacchettati e
spediti, perchè tenerli più a lungo comporterebbe un costo aggiuntivo che i “cagnari” si guardano
bene dal sostenere;
i cuccioli vengono “impacchettati e spediti” intorno ai 30-35 giorni di età, perchè a 40 giorni
(età in cui risultano più “appetibili” per il cliente) devono già essere in vetrina. Questo significa
che non possono essere vaccinati (la prima vaccinazione non si può effettuare prima dei 50 giorni perchè
non avrebbe alcun effetto, essendoci ancora in circolo gli anticorpi materni). Inoltre, a questa età, il sistema
immunitario del cucciolo non è ancora completamente sviluppato: quindi i cani non hanno letteralmente
difese contro gli agenti patogeni, i virus, i batteri che possono incontrare sul loro cammino;