Barbara Papes
Mi ricordo tutti coloro che sono stati “ospiti” dell’asilo, alcuni occupano ancora oggi uno spazio importante del mio cuore… tra di
loro voglio ricordare Galileo, un husky salvato dal canile ad un’etàrispettabile, non lo voleva nessuno
perché cieco… hanno sottovalutato la sua grande capacitàdi comunicare e la sua immensa dignità. E Pelù…
Pelù che ora non è più tra noi.
L’ho conosciuta a sette anni, ne dimostrava la metà. Un’intelligenza e un
equilibrio che pochi cani hanno, un naso sempre pronto a seguire un odore… una grande amica del mio
Jack.
Durante questi anni mi sono appassionata all’agility.
Credo che sia lo sport più divertente che ci sia… ma,
agonismo a parte, mi piace il rapporto che si crea con il conduttore, mi piace l’espressione felice dei cani
che imparano ragionando, mi piace quando è uno strumento per aiutare a vincere alcune paure, mi piace
perché è uno sport sano, che chiunque (parlo sia di cani che di umani) può fare.
Posso sembrare (e forse lo sono) monotematica ma i cani sono la mia vita.
Non trovo ci sia soddisfazione
più grande nel vedere che il mio intervento come educatore riesca a risolvere dei piccoli o grandi problemi
che rendevano la vita a sei zampe difficile; è sicuramente importante che il nostro cane sappia camminare
al guinzaglio, possa essere portato in qualunque posto, ci accompagni al ristorante e rimanga tranquillo ad
aspettarci mentre facciamo una commissione ma la cosa più importante è quella di diventare due corpi e
un’anima e di godere appieno l’un l’altro del percorso di vita in comune.
Barbara Papes